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ascolta, sifaluce, 2018

dal 19/09/2018 al 28/10/2018

padiglione esprit nouveau di le corbusier, bologna
dal 19 al 30 settembre, dalle 16 alle 19
prolungata fino al 28 ottobre, dalle 15 alle 17

solo quando tutte le arti si uniscono
si raggiunge l’incanto.
tutto diventa poesia. mn

la storia dell’architettura e della luce
sono sempre state pregne l’una dell’altra,
unite dal tempo e dalla tecnologia del momento.
il padiglione esprit nouveau di le corbusier, abitazione progettata
nel millenovecentoventicinque,
è un esempio magistrale del maestro svizzero per l’uso della luce naturale
come materiale da costruzione,
per progettare geometrie, curve, volumi,
invenzioni spaziali e il colore.
mentre la prima luce artificiale,
la lampadina a incandescenza, appena inventata, veniva ancora vista con una certa diffidenza,
le corbusier la inseriva con coraggio
nella sua architettura in modo funzionale
ed essenziale, mostrandone in maniera chiara la tecnica di costruzione.
questo modello abitativo costruito a bologna
nel millenovecentosettantasette,
simbolo dell’architettura contemporanea,
viene interpretato in una personale
dal diciannove al trenta settembre
dal maestro della luce mario nanni,
attraverso l’accendersi delle sue opere.
la ‘macchina per abitare’ era il sogno di
le corbusier, che concepiva la casa
come un sistema perfettamente funzionale ed organizzato nei suoi spazi
per creare benessere spaziale, termico e sonoro, oltre a realizzare il bisogno-diritto dell’uomo di essere felice. nell’inseguire questo obiettivo, le corbusier dedica due dei cinque punti fondamentali della sua filosofia
proprio alla presenza della luce naturale
nelle abitazioni: la façade libre (facciata libera)
e la fenêtre en longueur (finestra a nastro),
che permettono non soltanto l’entrata della luce naturale, ma anche di rafforzare
il senso di permeabilità tra spazio
interno ed esterno.
il pensiero dell’architetto svizzero
si concretizza nel padiglione dell’esprit nouveau,
in occasione dell’exposition international des arts décoratifs di parigi
del millenovecentoventicinque.
nel millenovecentosettantasette, a bologna,
gli architetti giuliano gresleri e josè oubrie
lo ricostruiscono di fronte all’ingresso della fiera, in piazza della costituzione.
l’esprit nouveau nasce dall’unione di due progetti, uno del millenovecentoventidue
il cui scopo era offrire una soluzione abitativa che rispondesse al problema
dell’alta densità urbana senza intaccare
la qualità della vita nell’abitazione,
ed uno spazio a ‘rotonda’ con due diorami
che illustrano la proposta di realizzazione
di una nuova città e un rinnovamento
del centro di parigi, prospettando
la costruzione di grattacieli e l’inserimento
di spazi verdi al posto della città vecchia.
la luce naturale diventa materia,
strumento di costruzione, definisce geometrie, volumi, profondità e curve inaspettate.
‘l’architettura è il gioco sapiente,
corretto e magnifico
dei volumi raggruppati sotto la luce.
i nostri occhi sono fatti per vedere le forme nella luce; ombre e luci rivelano
i cubi, i coni, le sfere, i cilindri o le piramidi sono le grandi forme originarie che la luce rivela; la loro immagine ci appare netta, tangibile, senza ambiguità.
è per questo che sono belle forme,
le più belle forme’.
se la luce naturale giocherà sempre un ruolo centrale nella sua attività creativa,
le corbusier però non mancò di dimostrarsi all’avanguardia sui tempi cominciando
già negli anni venti ad utilizzare
l’illuminazione artificiale,
mentre la maggior parte
dei suoi contemporanei
vi guardavano ancora
con sospetto e scetticismo.
anche in questo caso, i suoi apparecchi erano utili a rispondere a precise funzioni
d’illuminazione negli interni e negli esterni
dei suoi edifici.
il massimo esempio è espresso probabilmente nella ‘lampe de marseille’,
per gli appartamenti delle unitées d’habitation di marsiglia. al binomio luce-architettura si aggiunge quello di luce-sacralità.
grazie al forte potenziale simbolico e mistico, la luce è sempre stata accostata
al concetto di sacro come elemento pregnante di ogni spazio di culto e in generale dell’architettura monumentale e celebrativa del divino ma anche dell’umano.
nonostante si professasse agnostico, le corbusier ha sempre dimostrato una eccezionale sensibilità per l’interazione dei colori e delle luci nelle sue costruzioni sacre.
la luce negli edifici sacri per le corbusier
non è uno strumento di persuasione,
come era stato fino a quel tempo,
ma una forza capace di indebolire
la disciplina istituzionale della chiesa,
mentre esercita il suo affascinante potere di portare l’attenzione alle meraviglie del cielo,
per consacrare l’universo naturale. l’orchestrazione della luce diventa quindi
una divisione in atti ed i direttori d’orchestra sono – di volta in volta – il momento del giorno, dell’anno ed il cielo sereno o nuvoloso.

ascolta, sifaluce, 2018

il re e la regina della luce accolgono i visitatori
il salone riceve la luce del grande quadro ‘il colore della luce’
la compressione della luce illumina il salone di mostra
le tavole delle poesie della luce, sospeso leggero ma non troppo, illuminare la luce 
la purificazione rispecchia il platano della terrazza
la collezione di foto del mosé si appoggia a volumi e a morbide curve, sensualmente
i guerrieri della luce sorvegliano silenziosi
scorta di tempo, bagnomaria
il cinema racconta la storia del fare
il respiro della luce, si riflette incandescente nella ville de paris
una trave in legno bruciato, sostiene delizie di luce
un tramonto rosso si inclina sull’orizzonte