il percorso di ricerca progettuale è sempre più ricercato, sperimentale, sono sempre più gli input da mettere in gioco: la luce non è solo corpo illuminante, ma non è nemmeno più solo materia di progetto, la luce diventa gioco, sogno, illusione, torna ad essere la quintessenza di se stessa.
per mario la luce è nelle pagine bianche, negli spazi vuoti, nelle pellicole cinematografiche, nei salotti invasi dai colori delle televisioni, è nelle ombre, nelle pieghe geometriche dei giardini zen... la luce è in ogni oggetto e in ogni momento, mai uguale a sé stessa.
prima l'abbaglio della sala cinematografica invasa della neve del dottor zivago, poi il buio, che buio non è mai, dell'inquadratura successiva, dentro le mura domestiche. non è mai buio perché l'occhio vede la luce anche nella penombra, basta osservare, saper osservare.
[...continua...]