il mio intervento è un dialogo di tracce: traccia è il tavolo progettato da meret oppenheim nel 1939 e tracce sono le mie ombre di luce. ho trattato la traccia come il segno luminoso di una passione, di un modo di vivere alla ricerca della luce giusta. ho lasciato che i tavoli si muovessero liberamente nello spazio per poterli percepire da più punti di vista, per far sì che l'ironia che ne ha caratterizzato la progettazione potesse scaturirsi in azione: i tavoli camminano sulle pareti, rompono le superfici specchianti...lasciano una traccia, appunto.
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